Vaccini antinfluenzali quali scegliere

Vaccini antinfluenzali: quali scegliere?

Copertura vaccinale in Europa

Vaccini antinfluenzali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fissato in 75% il numero di persone che dovrebbero essere vaccinate contro l’influenza in Europa. Una copertura di questa entità assicurerebbe un risparmio compreso tra i 6 e i 14 miliardi di euro all’anno e, soprattutto, permetterebbe di evitare tra i 15.000 e i 70.000 decessi e tra i 200.000 e 1.200.000 ricoveri.

Virione del virus influenza A
Rappresentazione del virione del virus dell’influenza A – © Professione Farmacia

In Europa invece la copertura vaccinale nelle ultime stagioni non ha raggiunto neppure il 40% fermandosi, l’anno scorso, al 38%. Probabilmente ciò avviene perché l’influenza non è percepita come una malattia grave, nonostante le decine di migliaia di morti che causa.

L’influenza è una malattia respiratoria contagiosa causata da virus influenzali. Si tratta di una malattia stagionale che nell’emisfero occidentale, si presenta durante il periodo invernale.

Può causare complicanze da lievi a gravi e a volte fatali

Epidemiologia dell’influenza

L’OMS stima che le epidemie annuali dell’influenza provochino circa 1 miliardo di infezioni, 3-5 milioni di casi di malattia grave e 300.000-500.000 decessi a livello mondiale. La gravità dell’influenza pandemica dipende da molteplici fattori, tra cui la virulenza del ceppo virale pandemico e il livello di immunità preesistente.

La più grave pandemia influenzale, nel 1918, ha provocato più di 40 milioni di morti in tutto il mondo.

Virus dell’influenza circolanti a livello internazionale anni 2017-2019. Andamento settimanale dei campioni positivi per influenza e relativo sottotipo (Fonte dati: OMS)
Virus dell’influenza circolanti a livello internazionale anni 2017-2019. Andamento settimanale dei campioni positivi per influenza e relativo sottotipo (Fonte dati: OMS) – © Professione Farmacia
L’OMS stima che le epidemie annuali di #influenza provochino circa 1 miliardo di infezioni, 3-5 milioni di casi di malattia grave e 300.000-500.000 decessi a livello mondiale | #ECM #VaccinoInfluenza #Farmacia Condividi il Tweet

Il Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) stima che ogni anno, in Europa, si verificano dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e che 15.000/70.000 cittadini europei muoiono ogni anno per complicanze dell’influenza. Il 90% dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente tra quelli con condizioni cliniche croniche di base.

La sorveglianza dell’influenza in Europa si basa su reti organizzate a livello nazionale di medici di assistenza primaria. I medici riportano il numero settimanale di pazienti che si presentano per sindromi simil-influenzali (Influenza like illness – Ili), infezioni respiratorie acute (Acute Respiratory Infection – Ari), o entrambe.

Virus dell’influenza circolanti in Europa anni 2017-2019. Andamento settimanale dei campioni positivi della presente stagione rispetto alla stagione 2017/2018. (Fonte dati: Centro Europeo per Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ECDC)
Virus dell’influenza circolanti in Europa anni 2017-2019. Andamento settimanale dei campioni positivi della presente stagione rispetto alla stagione 2017/2018. (Fonte dati: Centro Europeo per Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ECDC) – © Professione Farmacia

Dalla stagione pandemica 2009-2010, inoltre, è attivo in Italia il monitoraggio dell’andamento delle forme gravi e complicate di influenza confermata. Le Regioni e le Province autonome sono tenute a segnalare al Ministero e all’ISS i casi gravi e complicati di influenza confermata in laboratorio.

Come nascono i vaccini antinfluenzali

I vaccini antinfluenzali stagionali sono progettati per proteggere contro i tre o quattro virus influenzali. Più di 100 centri in oltre 100 paesi, conducono una sorveglianza annuale per l’influenza. Ciò comporta la ricezione e il test di migliaia di campioni di virus influenzali da parte dei pazienti. I laboratori inviano virus rappresentativi a cinque Centri di collaborazione per la ricerca e l’influenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:

  • Atlanta, Georgia, USA (Centers for Disease Control and Prevention, CDC);
  • Londra, Regno Unito (The Francis Crick Institute);
  • Melbourne, Australia (laboratorio di riferimento per le malattie infettive di Victoria);
  • Tokyo, Giappone (National Institute for Infectious Diseases);
  • Pechino, Cina (Istituto nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie virali)

Due volte all’anno, l’OMS organizza una consultazione con i direttori di tali centri di collaborazione.

I #VacciniAntinfluenzali sono formulati ogni anno per adattarsi ai ceppi circolanti che evolvono antigenicamente. L’efficacia del vaccino è bassa nel caso di una mancata corrispondenza antigenica tra vaccino e ceppo virale | #ECM… Condividi il Tweet

Durante queste consultazioni vengono esaminati i risultati degli studi di sorveglianza, di laboratorio e clinici e la disponibilità di virus vaccinali. Vengono in seguito formulate le raccomandazioni per la composizione del vaccino antinfluenzale. Questi incontri si tengono a febbraio per la selezione del vaccino contro l’influenza stagionale dell’Emisfero Nord e a settembre per il vaccino dell’emisfero australe.

I vaccini contro l’influenza sono formulati ogni anno per adattarsi ai ceppi circolanti che evolvono antigenicamente. Tuttavia, l’efficacia del vaccino non è ottimale ed è drammaticamente bassa nel caso di una mancata corrispondenza antigenica tra il vaccino e il ceppo virale circolante.

Tecniche di produzione dei vaccini antinfluenzali

Il primo vaccino influenzale fu sperimentato nel 1936 nell’Unione Sovietica, iniettando una versione attenuata ma vitale del virus. Funzionò abbastanza bene, ma il preparato non era stabile e in breve tempo recuperava la normale virulenza, diventando quindi più pericoloso. Era necessario seguire una strada diversa: rendere inattivo il virus nel vaccino, mantenendo al tempo stesso le caratteristiche che servono al sistema immunitario per imparare a riconoscerlo.

L’inizio della Seconda guerra mondiale accelerò molto la ricerca, soprattutto negli Stati Uniti. Si decise di rendere prioritaria la creazione di un nuovo vaccino inattivato contro l’influenza che colpiva i soldati. Inattivato vuole dire che il virus al suo interno è stato trattato con formaldeide, agenti chimici o modificando il suo codice genetico in modo che non possa più replicarsi.

Per avere un’adeguata risposta immunitaria, è necessario quindi l’utilizzo di quantità più alte di virus inattivati per ogni dose. Ed è qui che entrano in gioco le uova: il sistema per fare replicare i virus negli embrioni dentro al guscio è economico e rapido.

Questa tecnica fu sviluppata principalmente dall’immunologo australiano Frank Macfarlane Burnet tra gli anni Trenta e i primi Quaranta. Anche la formulazione odierna, che contiene un virus H1N1, uno H3N2 e due ceppi del tipo B (Victoria e Yamagata), viene inoculata nelle uova di pollo.

I vaccini antinfluenzali attualmente disponibili sono quindi costituiti dal virus intero inattivato, dagli split virus ottenuti con detergenti o sostanze chimiche che frammentano il virus e dal vaccino a subunità. Il vaccino antinfluenzale inattivato è altamente immunogeno, in grado cioè di indurre una reazione immunitaria.

Strategie di produzione dei vaccini

Metodi di produzione dei vaccini, su uova di gallina e in cellu-le animali (Fonte: ANSA)
Metodi di produzione dei vaccini, su uova di gallina e in cellu-le animali (Fonte: ANSA) – © Professione Farmacia

Le strategie utilizzate per la produzione dei vaccini antinfluenzali sono principalmente due:

  • Inattivazione dei virus: i virus sono completamente inattivati (uccisi) con sistemi chimici, di conseguenza il virus non può moltiplicarsi o causare la malattia. A differenza dei vaccini con virus attenuati, i preparati allestiti con questa strategia non causano, neanche in forma lieve, i sintomi della malattia verso la quale proteggono;
  • Vaccini contenenti componenti dei virus: con questa strategia una specifica componente del virus viene rimossa dal microrganismo e usata per costruire il vaccino. Più recentemente, una parte del virus può essere sintetizzata in laboratorio e inserita nel preparato vaccinale. Alcuni esempi di vaccini costruiti con questa strategia sono gli anti-influenzali cosiddetti a sub unità che contengono al loro interno solo due proteine del virus influenzale.
I #VacciniAntinfluenzali attualmente disponibili sono costituiti dal virus intero inattivato, dagli split virus ottenuti con detergenti o sostanze chimiche che frammentano il virus e dal vaccino a subunità | #ECM #VaccinoInfluenza… Condividi il Tweet

Vaccino antinfluenzale stagione 2019-2020

Il 21 febbraio 2019, a seguito del meeting annuale per l’aggiornamento della composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2019/2020 per l’emisfero Nord, l’OMS ha emanato le raccomandazioni sulla composizione di tre dei quattro componenti vaccinali.

La decisione riguardante la componente A(H3N2) era stata posticipata di un mese, al fine di valutare al meglio la distribuzione e le proporzioni dei ceppi influenzali A(H3N2) più recenti, dotati di caratteristiche genetiche ed antigeniche differenti rispetto al precedente ceppo virale.

Le raccomandazioni definitive dell’OMS per la composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2019-2020 (emisfero Nord), prevedono l’inclusione dei seguenti ceppi nei vaccini quadrivalenti:

  • A/Brisbane/02/2018 (H1N1) pdm09-like virus
  • A/Kansas/14/2017 (H3N2) -like virus
  • B/Colorado/06/2017 virus (lineaggio B/Victoria)
  • B/Phuket/3073/2013-like virus (lineaggio B/Yamagata)

Nel caso dei vaccini trivalenti, l’OMS raccomanda l’inserimento del virus B/Colorado/06/2017-like (lineaggio B/Victoria), in aggiunta ai due ceppi di tipo A sopramenzionati.

Il nuovo vaccino contiene, dunque, due nuove varianti antigeniche di tipo A: una di sottotipo H1N1 (A/Brisbane/02/2018) che sostituirà il ceppo A/Michigan/45/2015, ed una di sottotipo H3N2 (A/Kansas/14/2017) che sostituirà il ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016.

Quale formulazione scegliere per i vaccini antinfluenzali?

Esistono ad oggi in Italia due tipi di vaccini antinfluenzali: il quadrivalente, che contiene i ceppi virali H1+H3 e i due B, e il trivalente, che contiene H1+H3, un solo ceppo B ma è adiuvato, cioè ha una molecola che aiuta persone come gli anziani, che hanno un sistema immunitario che risponde meno bene ad attivarsi.

A oggi in Italia esistono due tipi di #VacciniAntinfluenzali: il quadrivalente e il trivalente. Quale formulazione scegliere? | #ECM #VaccinoInfluenza #Farmacia Condividi il Tweet

Contro il virus trasformista dell’influenza, arriva in Italia il primo vaccino quadrivalente prodotto su cellule (QIVc) al posto del tradizionale sistema di crescita su uova ed è stato inserito nella circolare ministeriale per la stagione 2019-2020.

Il vaccino quadrivalente QIVc è stato approvato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2016. Protegge da quattro ceppi di virus dell’influenza: A(H3N2), A(H1N1) e due ceppi del virus di tipo B. Il vaccino quadrivalente prodotto su colture cellulari offre pertanto maggiore corrispondenza fra i ceppi virali del vaccino e quelli circolanti rispetto ai vaccini ottenuti con il metodo di produzione tradizionale basato su uova.

Le raccomandazioni del Ministero prevedono l’adiuvato per gli ultra 75enni, mentre dai 65 ai 75 possono essere fatti entrambi.  Sotto i 65 anni si fa il quadrivalente.

Vaccinazione: categorie raccomandate

La vaccinazione è inoltre raccomandata, ai fini di interrompere la catena di trasmissione, per alcune categorie di persone:

  • personale sanitario di assistenza
  • familiari di soggetti ad alto rischio
  • addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo

Infine, dovrebbero vaccinarsi coloro che appartengono a una particolare categoria lavorativa, ovvero il personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali.

La protezione di queste persone ha l’obiettivo di evitare fenomeni di riassortimento genetico tra virus influenzali umani ed animali (nel corso di co-infezioni), da cui potrebbero avere origine nuovi ceppi dotati di potenziale pandemico.

A causa dell’impegno immunitario durante l’infezione influenzale, le donne gravide possono andare incontro a complicazioni a carico del sistema cardio-respiratorio con conseguenti danni al feto. Per tali motivi si consiglia la vaccinazione durante la stagione influenzale alle donne che si trovano al secondo o terzo trimestre di gravidanza.

Il vaccino è consigliato anche per le persone sieropositive al virus dell’AIDS per evitare le complicazioni derivanti dall’influenza.

Quali sono i benefici della vaccinazione antinfluenzale?

Il vaccino antinfluenzale previene milioni di malattie e visite mediche correlate all’influenza ogni anno. Ad esempio, nel periodo 2016-2017, la vaccinazione antinfluenzale ha impedito 5,3 milioni di malattie influenzali, 2,6 milioni di visite mediche associate all’influenza e 85.000 ricoveri associati all’influenza. La vaccinazione ha ridotto il rischio di dover andare dal medico per l’influenza dal 40 al 60%.

Il #VaccinoAntinfluenzale previene milioni di malattie e visite mediche ogni anno e riduce il rischio di ospedalizzazione negli adulti correlata all’#influenza di circa il 40% | #ECM #VaccinoInfluenza #Farmacia Condividi il Tweet

Uno studio del 2014 ha dimostrato che il vaccino ha ridotto il rischio di unità di terapia intensiva pediatrica (PICU) correlata all’influenza del 74% durante la stagione influenzale dal 2010-2012.

Negli ultimi anni, i vaccini antinfluenzali hanno ridotto il rischio di ospedalizzazione correlata all’influenza negli adulti in media circa il 40%.

Uno studio del 2018 ha dimostrato che dal 2012 al 2015 la vaccinazione antinfluenzale tra gli adulti ha ridotto il rischio di essere ricoverati in un’unità di terapia intensiva (ICU) con l’influenza dell’82%.
La vaccinazione antinfluenzale aiuta a prevenire gravi condizioni mediche associate ad alcune condizioni croniche: malattie cardiache, malattie respiratorie, diabete.

Numerosi studi hanno dimostrato che un vaccino somministrato durante la gravidanza aiuta a proteggere il bambino dall’infezione influenzale per diversi mesi dopo la nascita.

Dal 2012 al 2015 i #VacciniAntinfluenzali tra gli adulti hanno ridotto il rischio di essere ricoverati in Terapia Intensiva per sindromi influenzali dell’82% | #ECM Condividi il Tweet

Perché vaccinarsi?

La vaccinazione delle persone a rischio permette la prevenzione dell’alta frequenza di complicazioni e di ricoveri riducendoli del 70-80%.

Gli obiettivi primari della vaccinazione restano gli anziani e gli altri gruppi a rischio più suscettibili all’infezione e nei quali più frequenti sono le complicazioni. La vaccinazione è utile anche per tutti gli altri, anche se non hanno un rischio di incorrere nelle complicanze importanti.

La vaccinazione negli adulti sani riduce gli episodi di malattie delle vie aeree superiori, i giorni lavorativi perduti e le visite per malattie respiratorie da parte dei medici di famiglia. Oltre a difendere l’individuo dall’attacco del virus, la vaccinazione serve anche per bloccare la sua circolazione e quindi la diffusione del virus.

L’efficacia dei vaccini, attualmente disponibili, nel prevenire l’influenza è del 70-90 per cento nei giovani adulti. Negli anziani e nei soggetti il cui sistema immunitario è già debilitato è leggermente inferiore.

Tra gli anziani che vivono al di fuori di strutture di lungodegenza o case di riposo, il vaccino antinfluenzale ha un’efficacia del 30-70 per cento nel prevenire l’ospedalizzazione per polmonite e per influenza.

Tra i residenti di case di riposo, invece, il vaccino antinfluenzale è più efficace nel prevenire un decorso più grave della malattia; in particolare, il vaccino può avere un’efficacia del 50-60 per cento nel prevenire l’ospedalizzazione o la polmonite, anche se l’efficacia nei confronti dell’influenza è solo del 30-40 per cento.

Gli obiettivi primari della #vaccinazione restano gli anziani e gli altri gruppi a rischio più suscettibili all’infezione e nei quali più frequenti sono le complicazioni | #ECM Condividi il Tweet

Consigli per la prevenzione dell’influenza

La trasmissione del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce o attraverso il contatto con mani contaminate. Per questo, una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza.

Il #Farmacista, dovrebbe comunicare al paziente anche le misure di prevenzione non legate al farmaco. Queste rappresentano l’intervento di prima scelta e sono tra le più efficaci controllare la diffusione delle infezioni | #ECM… Condividi il Tweet

Oltre alle misure basate su farmaci e vaccini, l’ECDC raccomanda le seguenti misure di protezione personali, utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza:

  • lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente
  • coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce
  • isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
  • evitare il contatto stretto con persone ammalate
  • evitare di toccarsi occhi, naso o bocca

La corretta informazione è l’unica chiave per diffondere una “cultura” della salute che possa contribuire al benessere dei cittadini e alla prevenzione delle malattie. È bene che tutti i professionisti sanitari, comunichino sempre al paziente le informazioni sulle misure di prevenzione e protezione non legate al farmaco.
Queste semplici azioni rappresentano sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta e sono tra le più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni anche negli ospedali.


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Articolo tratto dalla lezione del corso ECM Professione Farmacia

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