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Alopecia: classificazione e trattamento

Alopecia: definizione e classificazione

Il termine alopecia viene genericamente utilizzato per definire una riduzione del numero dei peli nelle aree dove essi sono normalmente presenti. In realtà comprende una serie estremamente grande e variegata di condizioni che rispondono a caratteristiche cliniche e ragioni eziopatogenetiche assai differenti tra loro.

Possiamo distinguere facilmente tra forme localizzate o diffuse, e tra forme cicatriziali e non-cicatriziali, in cui il follicolo pilifero è conservato sebbene miniaturizzato.

Il termine #alopecia viene utilizzato per definire una riduzione del numero dei peli nelle aree dove essi sono normalmente presenti. Ha forme localizzate o diffuse, cicatriziali e non-cicatriziali #ECM #FAD #Farmacista Condividi il Tweet

Più didatticamente, e riferendoci a caratteristiche cliniche d’immediata rilevazione, possiamo distinguere tra forme congenite, permanenti, progressive e reversibili. È bene chiarire che una perdita temporanea di capelli, anche in aree di piccole dimensioni, richiederà tempi lunghi da mesi ad anni per risolversi.

Alopecie congenite

Una ridotta o assente crescita dei peli presente fin dalla nascita, o l’instauratasi in epoca perinatale, può essere associata a una svariata serie di patologie i cui aspetti clinici possono combinarsi tra loro con una riduzione del numero dei follicoli o una minore funzionalità degli stessi.

La ridotta crescita dei peli in epoca perinatale, può essere associata a una serie di patologie che possono combinarsi con la riduzione del numero di follicoli o una minore funzionalità #AlopeciaCongenita #ECM #FAD Condividi il Tweet

Senza entrare nel merito delle condizioni, alla base di quadri di alopecia congenita, è bene chiarire che non esistono trattamenti efficaci. In questi casi vanno sicuramente ricercate eventuali patologie associate e promosse consulenze genetiche.

Alopecie non reversibili

Ogni processo cicatriziale è in grado di produrre danno a carico del follicolo pilifero, portando ad una condizione di alopecia tendenzialmente non reversibile. Le principali cause sono rappresentate da processi infiammatori/autoimmuni, estesi e/o cronici, malattie infettive, tumori con eventuali terapie associate, danni fisici.

Le alopecie cicatriziali si caratterizzano per aree di dimensioni variabili con riduzione o assenza dei follicoli piliferi e dei muscoli piloerettori.

La sintomatologia è altrettanto variabile, tra prurito e/o bruciore più o meno intenso. Il decorso di queste forme è generalmente imprevedibile, potendosi osservare evoluzioni verso l’alopecia diffusa, mentre in altri casi l’alopecia rimane localizzata per molti anni.

Alopecia Cicatriziale - Professione Farmacia
Paziente affetto da alopecia cicatriziale

Il trattamento di queste forme, che non può prescindere, ove possibile, dall’identificazione dell’agente causale, ha come scopo fondamentale quello di arrestare il processo.

Tra i farmaci sistemici sono stati utilizzati antimalarici di sintesi, isoniazide, dapsone, unitamente a steroidi; localmente, i corticosteroidi ad elevata potenza, usati in occlusiva, rappresentano la scelta più praticata.

Tra le forme cicatriziali, una estremamente comune all’osservazione è rappresentata dall’alopecia meccanica. Pressione e trazione possono, infatti, determinare alopecia. La trazione acuta, traumatica o intenzionale possono determinare aree lesionali più o meno estese, ove solitamente il dato anamnestico permette agilmente di risalire all’evento causale.

Trecce o code di cavallo, in cui i capelli vengono tirati all’indietro, determinano diradamento a carico della linea frontale, così come l’uso di copricapi per ragioni lavorative può produrre più frequentemente aree alopeciche in regione parietale od occipitale.

In questi casi, la precoce individuazione del problema e la sua eliminazione possono portare ad una parziale ricrescita, mentre il persistere della noxa conduce all’arresto della crescita o alla formazione di capelli sottili.

Alopecia progressiva

L’alopecia androgenetica è la più comune di tutte le forme di alopecia, rappresentando circa il 95% di tutti gli accessi presso gli ambulatori dermatologici per problemi riguardanti il capello.

Si tratta di una condizione morbosa cronica, geneticamente determinata, caratterizzata da una progressiva involuzione dei follicoli piliferi e dei capelli che ne derivano, di entità e distribuzione assai variabili. La probabilità di un uomo di sviluppare alopecia androgenetica è correlata al numero dei familiari affetti, con un’incidenza che aumenta, ovviamente, con l’età.

Dal punto di vista epidemiologico, i vari studi hanno riportato l’esistenza di alopecia androgenetica in una percentuale variabile da 56% al 96% degli uomini in età adulta, e fino al 79% delle donne in età post-menopausale.

Dal punto di vista clinico, l’alopecia insorge solitamente verso i 18-20 anni, determinando una recessione simmetrica frontotemporale.

Nella donna l’inizio è più tardivo, circa dieci anni dopo, e la progressione più lenta, con un diradamento meno netto e una distribuzione più ampia.

Negli stadi più avanzati la separazione tra aree indenni e aree alopeciche o con pochi capelli vello è ben evidente, ove la cute può apparire assottigliata o con ghiandole sebacee ben evidenti e aspetto talora untuoso. Il decorso è più o meno rapidamente progressivo e non prevedibile.

Terapia dell’alopecia androgenetica

La terapia dell’alopecia androgenetica può essere realizzata per via generale e per via topica. Se la terapia per via generale è mirata a correggere le alterazioni enzimatiche geneticamente determinate o gli squilibri endocrino-metabolici, con il trattamento topico si agisce sul follicolo, in genere con lozioni alcoliche.

Le preparazioni ad uso topico devono possedere infatti buona capacità di penetrazione, tanto più elevata quanto più bassa è la tensione superficiale del veicolo, ma scarsa possibilità di assorbimento da parte della circolazione generale, in maniera tale da ridurre al minimo gli effetti sistemici.

Le preparazioni ad uso topico devono possedere buona capacità di penetrazione, ma scarsa possibilità di assorbimento da parte della circolazione generale, per ridurre al minimo gli effetti sistemici #AlopeciaAndrogenetica #ECM #FAD Condividi il Tweet

Un ulteriore vantaggio delle soluzioni alcoliche è inoltre rappresentato dalla volatilità, ciò che ne consente un utilizzo più versatile anche dal punto di vista della compliance cosmetologica.

Lozioni contenenti minoxidil al 2% o al 5% determinano un effetto vasodilatatorio periferico diretto a carico del microcircolo della papilla dermica e stimolo alla formazione di nuovi vasi, favorendo il prolungarsi della prima fase di crescita del pelo (anagen) e contrastando il processo di miniaturizzazione del follicolo. Il minoxidil manifesta il suo effetto terapeutico nell’ambito di 4-6 mesi.

Il cardine della terapia sistemica è invece rappresentato dalla finasteride. Il farmaco, estesamente utilizzato nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, blocca la conversione del testosterone in diidrotestosterone. L’utilizzo costante di finasteride al dosaggio di 1mg/die ha dimostrato un’importante riduzione della progressione della calvizie, unitamente al miglioramento e parziale rinfoltimento in diversi pazienti.

L’associazione finasteride-minoxidil, da linee guida correnti, rappresenta il gold-standard nel trattamento dell’alopecia androgenetica.

Alopecie reversibili

Una perdita di capelli reversibile (effluvium), insorge solitamente a seguito di eventi esogeni o endogeni a carico dei follicoli piliferi.

Normalmente circa l’85% dei capelli si trova nella fase di crescita anagen, durante la quale vengono a formarsi tutte le strutture annesse al pelo: a parità di danno pertanto, è più facile che si determini un anagen effluvium, piuttosto che un effluvium in fase telogen, periodo terminale della crescita del pelo.

L’anagen effluvium consiste nella caduta improvvisa di capelli distrofici a seguito di un danno tossico acuto a carico dei follicoli. La ragione più comune di un simile evento è rappresentata dalla chemioterapia antitumorale, che tendenzialmente inibisce le mitosi e arresta la crescita tumorale.

Anche l’avvelenamento da insetticidi/pesticidi, intossicazioni da metalli pesanti o la terapia radiante determina effluvium in anagen.

L’effetto è pertanto rapido e improvviso, immediatamente dopo l’evento traumatico, con possibile coinvolgimento di aree estese (financo il 90% dell’intera superficie del cuoio capelluto) e i capelli spezzati vengono solitamente ritrovati in abbondanza sul cuscino.

Eventi traumatici o emozionali, interventi chirurgici, infezioni, malattie croniche, farmaci, alterazioni ormonali, possono tutti determinare #EffluvioInFaseTelogen #ECM #FAD Condividi il Tweet

L’allontanamento del fattore causale porta in genere alla ricrescita completa, ove il colore e la consistenza possono talora risultare differenti rispetto alle origini.

Riguardo il telogen effluvium, si tratta di una caduta diffusa dovuta ad interferenze nel ciclo del capello, con un numero sproporzionato di capelli in telogen.

Nel telogen effluvium l’insulto è meno grave e porta ad una più precoce conclusione. Eventi traumatici o emozionali, interventi chirurgici maggiori, infezioni, malattie croniche/autoimmuni, stati carenziali, farmaci e alterazioni ormonali, soprattutto post-partum o a seguito di sospensione di trattamenti contraccettivi, possono tutti determinare effluvio in fase telogen.

Previa esclusione di potenziali altre cause e nella rimozione dei fattori determinanti, la condizione è lentamente reversibile e l’uso di integratori può essere di supporto, anche psicologico, al paziente.

Alopecia areata

L’alopecia areata è un tipo di alopecia reversibile, caratterizzata da aree alopeciche circolari di dimensioni variabili ad insorgenza improvvisa. La causa resta sconosciuta, sebbene una ragione autoimmune sembri la più verosimile.

Alopecia Areata - Professione Farmacia
Esempio di Paziente affetto da alopecia areata

Il decorso è imprevedibile: in un terzo dei casi ciò avviene in sei mesi, in un altro terzo nei successivi sei, mentre nei restanti casi la ripresa è anche più tardiva. La ricrescita produce talora capelli più chiari e sottili, meno frequentemente più scuri. Qualche volta continuano a comparire chiazze alopeciche mentre in quelle vecchie si osserva la ricrescita.

La prognosi è migliore quando sono presenti singole o poche lesioni, e in soggetti adulti. Nei soggetti giovani tendenzialmente si osservano manifestazioni più incalzanti, con maggiore velocità di progressione e quadri clinici più imponenti.

Non esiste una terapia particolare non essendone conosciuta la causa. Corticosteroidi sono stati diffusamente utilizzati per via sistemica, topica o intralesionale.


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Articolo tratto dal corso ECM Professione Farmacia 2019.

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