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IBS: Una Diagnosi Non Semplice

Un Disordine Funzionale

La Sindrome del Colon Irritabile (Irritable Bowel Syndrome = IBS) è caratterizzata da dolori addominali o fastidi ricorrenti accompagnati da alterazioni dell’alvo ed è una delle più comuni sindromi di tipo gastroenterologico.

Si stima che mediamente abbia nel mondo una incidenza del 10-15% ed è un disordine funzionale, ovvero non è sostenuto da alcuna alterazione organica documentabile.

L’assenza di qualsiasi alterazione organica induce spesso il medico curante ad etichettare il disturbo come di tipo psicosomatico, a sottovalutarlo e a inquadrarlo in una sindrome psiconevrotica.

Il paziente diventa quindi particolarmente preoccupato e ansioso, poiché ha realmente disturbi anche molto fastidiosi ed ha la sensazione di avere una malattia, magari importante, che non viene diagnosticata.

La preoccupazione e l’ansia però rafforzano nel medico la convinzione di avere di fronte un paziente con disturbi esclusivamente psicosomatici.

L’IBS è invece una sindrome che, seppure non pericolosa, è molto importante perché disturba la qualità di vita di milioni di pazienti.

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I Criteri Diagnostici di Roma per Riconoscere l’IBS

Il quadro sintomatologico è quello definito dai cosiddetti Criteri diagnostici di Roma per l’IBS, fra i quali appare la modificazione dell’aspetto delle feci. Esse possono essere di tipo diarroico oppure, al contrario, di consistenza aumentata.

Criteri Diagnostici Di Roma-IBS-Professione Farmacia-Medical Evidence
Criteri Diagnostici di Roma per il Riconoscimento dell’Irritable Bowel Syndrome

La Sindrome del colon irritabile infatti, contrariamente a quanto in genere si crede, non è causa solamente di diarree ma anche di costipazione.

L’IBS con diarrea è più comune nel maschio mentre l’IBS con costipazione è più comune nelle donne. Globalmente l’IBS è più frequente nel sesso femminile rispetto a quello maschile con rapporto 2 : 1.

La sindrome inizia in genere prima dei 50 anni, spesso addirittura già nell’infanzia, con una fluttuazione importante dei sintomi e, spesso, con una risoluzione spontanea. La sintomatologia in genere risparmia le ore notturne.

IBS e Diagnosi Differenziale

La presenza di dolori notturni e l’inizio dei sintomi dopo i 50 anni fanno parte di quei criteri di allarme che devono spostare l’attenzione verso malattie organiche, insieme al riscontro di calo di peso, di anemia da carenza di ferro, all’aumento di VES e PCR, febbre, anamnesi famigliare positiva per neoplasie del colon.

In assenza di questi criteri di allarme in un paziente sotto i 50 anni la diagnosi più probabile, in presenza dei criteri di Roma, è quella di Sindrome del Colon Irritabile. In diagnosi differenziale, la malattia celiaca, peraltro facilmente escludibile con test sierologici.

L’Importanza di Riconoscere l’IBS

Risulta chiaro che nei pazienti con presenza dei criteri di Roma che non hanno componenti di allarme e con test sierologici per la malattia celiaca negativi, si può sostanzialmente essere certi di essere di fronte alla IBS e non sono necessari particolari accertamenti.

La diagnosi poggia quindi soprattutto su criteri clinici e non su esami strumentali, tuttavia la scarsa valutazione di questa sindrome da parte dei medici porta a decisioni spesso inopportune.

È stato dimostrato per esempio che i pazienti con IBS sono sottoposti a colecistectomia 3 volte di più dei pazienti senza IBS. Buona parte di loro non ha ricevuto alcun vantaggio dall’intervento.

Un altro esempio della scarsa considerazione di questa sindrome è costituito dalla constatazione che circa il 25% delle colonscopie eseguite sotto i 50 anni sono inutili ed esitano nella diagnosi di IBS.

I pazienti con #IBS sono sottoposti a #colecistectomia 3 volte di più dei pazienti senza IBS. click to Tweet

Sospettare la presenza di questa sindrome che colpisce milioni di persone in tutto il mondo peggiorandone la qualità di vita è quindi importante perché consentirà di arrivare alla diagnosi con relativa facilità e di attivare tutte quelle strategie farmacologiche e comportamentali che possono alleviare o risolvere i disturbi.

Ciò potrà avere anche ripercussioni sociali di rilievo. I lavoratori con IBS hanno assenze dal lavoro del 20% più elevate rispetto ai lavoratori che non soffrono di questa sindrome.

Trattamenti Disponibili

Di fronte a un paziente, soprattutto se di sesso femminile, che evidenzia sintomi come quelli descritti nella tabella dei Criteri di Roma, in assenza di campanelli d’allarme quali calo di peso, sangue nelle feci, anemia, calo della sideremia, aumento di VES e PCR che devono innescare indagini ulteriori, l’IBS è la prima patologia alla quale pensare.

Non occorrono esami particolari per arrivare alla diagnosi: la storia, il quadro clinico e l’età autorizzano a iniziare il trattamento che può essere condotto in molti modi ed è ovviamente differente a seconda di una IBS con diarrea (IBSd) o di una IBS con stipsi (IBSc).

Nel primo caso è giustificato l’uso della Loperamide, eventualmente associato ad antidepressivi triciclici edai probiotici, nel secondo caso ancora i probiotici, gli SSRI.

Oltre alle terapie farmacologiche sono fondamentali i cambiamenti dello stile di vita, in particolare delle abitudini alimentari. A questo è possibile aggiungere integratori quali lo Psyllium ed il Calcio policarbofilico, tenendo presente che il secondo sembra dare meno gonfiori intestinali rispetto al primo.

Un farmaco che si sta affacciando nel panorama dei trattamenti per l’IBSc è la Linaclotide, da poco in commercio in Italia e che ha ancora un prezzo d’acquisto particolarmente elevato.

Nonostante l’influenza negativa di questa patologia sulla qualità di vita dei pazienti e nonostante colpisca milioni di persone, l’IBS è sottovalutata e sottodiagnosticata. Il trattamento è complesso e non sempre efficace, ma le opzioni terapeutiche sono molte e meritano di essere conosciute.


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Articolo tratto dalla lezione del Percorso Formativo Professione Farmacia del Prof. Biagio Allaria’: “Sindrome del colon irritabile” (ANNO 2013).

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